RALLY DES GAZELLES 2008

Il Rally delle Gazzelle : donne alla riscossa.

 

 

La vita di un pilota è ricca di esperienze di vario tipo; la mia ha seguito un percorso davvero incredibile: in principio le gare in pista con auto turismo, poi sono arrivati gli anni più belli, quelli dei rally coronati con un titolo italiano.  Oggi le mie nuove sfide sono i rally raid: Rally dei Faraoni, Dubai Desert Classic e il Rally delle Gazzelle, una gara unica nel suo genere per vari  motivi.

Qui la velocità non conta, non è obbligatorio possedere la licenza automobilistica, non è necessario guidare vetture omologate Fia. Si tratta di una gara di orienteering mondiale riservato unicamente ad equipaggi femminili provenienti da oltre 12 nazioni diverse (Francia, Belgio, Canada, Marocco, Senegal, Nigeria, Cameroun, Russia, Inghilterra, Stati Uniti, Spagna, Portogallo e Italia). E' una gara aperta a tutte le donne con età compresa tra i 18 e 60 anni; l'unico requisito che l'organizzazione totalmente francese richiede è un attestato di partecipazione di guida offroad oltre a un corso di navigazione pura, dove bisogna essere in grado di tracciare le coordinate geografiche per trovare il fantomatico CAP. Ma per rendere la caccia alla balise (bearing) ancora più difficile, Dominique Serra (ideatrice dell'evento) ha vietato l'utilizzo dei Gps e/o di qualsiasi altro strumento affine. La navigazione si può effettuare con il solo aiuto di bussola e carte topografiche.

Il Rally delle Gazzelle (così chiamato dai nord-africani per definire in modo simpatico le donne), si svolge da ormai 18 anni in Marocco a cavallo tra il mese di Marzo e Aprile. Di anno in anno le Gazzelle aumentano (oltre un terzo sono neofite) e quest'anno hanno raggiunto quota 190 suddivise nelle varie categorie: 4x4, Suv, Camion, moto e quadd.

Gli oltre 2200 chilometri da percorrere in 10 giorni, sono tutti fuori pista toccando scenari immacolati lontani dal turismo di massa. Ma questa gara avventura inizia con un lungo trasferimento dall'Italia fino a Sète in Francia, pronte per imbarcarsi insieme a tutte le altre concorrenti per destinazione Tangeri. Con il primo trasferimento si raggiunge Meknés (dove vengono ultimate le verifiche tecnico-sportive) dopo di che si percorrono altri 600 km circa fino all'ultimo avamposto prima del Sahara: Erfoud dal quale parte il Prologo (una mini tappa per stabilire  l'ordine di partenza e prendere confidenza con il deserto).

 

 Quest'anno la compagine italiana era formata oltre che dalla sottoscritta in coppia con Giuliana Carpena su Mitsubishi Pajero 3.2 anche da Veronika Logan, attrice di professione,  alla sua prima esperienza al volante di  una Toyota Ilux oltre ad Adriana Di Salvatore, italiana ma trapiantata in Francia a bordo di un Isuzu D Max.

Grazie al sostegno e aiuto di Alcar Italia e Renato Rickler, per la prima volta mi sono ritrovata alla guida di una vettura allestita da combattimento anti-deserto. In effetti la squadra capitanata da Rickler, la RTeam mi ha affidato una robusta Mitsubishi Pajero 3.2 Td dotata di cambio manuale e di tutto quello che serve per difendersi dalla sabbia. Innanzitutto la vettura è stata svuotata dai sedili posteriori al posto dei quali sono state inseriti: un serbatoio supplementare, 2 pneumatici di scorta, binda, piastre, strope e pale per disinsabbiarsi. Alle spalle del sedile guida è stata posizionata una cassa per le provviste (alle verifiche vengono elargite le razioni militari), una tanica da 20 litri per acqua d'emergenza mentre una cassa in metallo con alcuni pezzi di ricambio era posta sul posteriore lato bagagliaio. Altro dettaglio fondamentale da tenere a bordo: un compressore elettrico molto utilizzato per tenere sotto controllo la pressione dei pneumatici in questo caso delle Yokohama Racing che non hanno mai sofferto di forature nonostante i numerosi sassi di ogni dimensione.

 

  

La Gara:

 

Il Rally delle Gazzelle è una gara in crescendo ed ogni tappa (6 in totale di cui 2 Marathon)  è caratterizzata da difficoltà diverse. Il Prologo serve da riscaldamento se così si può definire. Per me e Giuliana, ormai alla quarta edizione insieme,  ci è servito per ritrovare i nostri riferimenti cartografici e desertici. Poi il gioco si fa sempre più duro, dal deserto roccioso, con falesie sassose  che mettono a dura prova i pneumatici delle 4x4, si passa a distese infinite dove la navigazione diviene sempre più difficile per mancanza di riferimenti.

Durante la seconda tappa Neijakh/Neijakh di 177 km, siamo state assalite da una improvvisa tempesta di vento, sabbia e acqua tanto da indurre l'organizzazione del Rally a concedere a tutti gli equipaggi una notte in Hotel piuttosto che dormire sotto le tende umide circondate dal fango del bivacco. Purtroppo il piccolo Riad in prossimità del campo era completo e così per la maggior parte delle Gazzelle inclusa la sottoscritta non  è rimasta  che l'unica alternativa di tuffarsi nell'umida tenda, fortunatamente impermeabile,  anche se all'interno volava sabbia da tutte le parti con una temperatura notturna  di circa 6 gradi.

Dato il forte vento I meccanici dell'assistenza facevano fatica a lavorare sui cofani aperti delle auto da corsa e per tutti si è trattato di una notte difficile.  Il giorno dopo come per incanto, il vento si è placato, la temperatura è salita leggermente e il sole ha asciugato il fango del bivacco. La pioggia è stata propizia sulle dune, diventate quasi marmo e facili da oltrepassare. La mia Mitsubishi disponeva naturalmente di marce ridotte ma in questo caso non sono servite e mi sono affidata alla sola trazione integrale permanente.

Le dune di Merzouga sono tra le più alte del Marocco tanto da indurre i locali e i turisti appassionati di sci a cavalcarle con rudimentali tavole di legno.

Molto diversa invece la sabbia che ho dovuto superare durante l'ultima tappa Mhamid/Foum-Zguid di km 262. E' stata sicuramente questa la tappa Marathon (lunga 2 giorni senza possibilità di tornare al bivacco e così usufruire dell'assistenza meccanica)  più impegnativa del Rally dove solo una decina di auto decidono di tuffarsi nell'Erg immenso di sabbia molle e traditrice.

Purtroppo nelle edizioni precendenti, per vari motivi, non avevo mai potuto saggiare questo difficile percorso quindi non avevo riferimenti di alcun genere tanto più non riuscivamo a capire da quale parte attaccare le dune.

La prima Balise era posizionata in cima ad una duna alle spalle di una montagna di sabbia. In principio guidare e navigare dentro le dune è stato impegnativo ma una volta preso il ritmo, galleggiare sulla sabbia mi è sembrata quasi una danza.

In questo caso, dopo aver preventivamente sgonfiato i pneumatici a 1.2, ho inserito le ridotte utilizzando  soprattutto la seconda e la terza marcia facendo però molta attenzione a sterzare dolcemente per evitare lo stallonamento delle gomme. Naturalmente non è mancata qualche insabbiata dovuta a una  incertezza di troppo per paura di prendere troppo forte le dune "cassé" quelle tagliate al contrario dal vento. Naturalmente a bordo eravamo provviste di pale, piastre e strope e senza pensarci un attimo ci siamo letteralmente tuffate sotto la vettura per togliere la sabbia dai punti critici. Sulle dune  il regolamento prevede di viaggiare in coppia proprio per aiutarsi in caso di insabbiate e spesso capita di essere supportate dalle altre Gazzelle.

 Alla fine solo 15 auto hanno raggiunto e superato l'Erg di Mhamid e tra queste c'eravamo anche noi a bordo della nostra piccola ma affidabile Mitsubishi Pajero. Calata la notte abbiamo acceso un falò all'interno di un  catino di dune dalla sabbia fine e ancora calda di sole. E' stato un momento di forte aggregazione ed emozione quanto quella di aver agguantato il podio (terze assolute alle spalle di Francia e Portogallo) con la bandiera italiana che sventolava alta nel cielo.!

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